Eclissi di Luna del 3 marzo 2007

I banchi di nubi che per tutta la giornata avevano occupato il cielo non lasciavano presagire niente di buono ed invece la sera del 3 marzo si è presentata con un cielo sereno ed una Luna piena brillante e capace di inondare il cielo di luce che oscura le stelle della vicina costellazione del Leone.

I soci dell’Osservatorio Astronomico di Genova ed i cittadini, precedentemente informati dai mezzi di comunicazione, sapevano però che quella sera la luce lunare sarebbe stata alterata dalla lunga ombra della Terra: grande mobilitazione e grande curiosità fervevano quindi nei primi e nei secondi, tutti decisi a godersi appieno lo spettacolo di un’eclissi di Luna che si annunciava come l’evento astronomico più significativo del 2007.

Inevitabile tornare con la mente ai secoli del medio ed antico evo, in cui le eclissi erano considerate, al pari di tutti gli eventi inspiegabili, come portatrici di sciagure. Inevitabile tornare, però, con la mente anche all’antico popolo dei Caldei, i cui astronomi riuscirono a studiare il fenomeno al punto di scoprire la sua periodicità espressa dal ciclo di Saros, che vede ogni 18 anni 11 giorni e 1/3 il ripetersi delle eclissi quasi nelle stesse condizioni.

Affinché un’eclissi abbia, luogo occorre infatti che si verifichino tre condizioni contemporaneamente. Innanzi tutto perché si abbia un’eclissi di Luna occorre trovarsi in fase di plenilunio (cioè Luna in opposizione al Sole), mentre per avere un’eclissi di Sole occorre essere in fase di novilunio (cioè Luna sulla linea Sole-Terra); queste condizioni si ripresentano con un periodo di 29,53 giorni, detto mese sinodico.

A prima vista, questa condizione sembrerebbe sufficiente, ma ben sappiamo che non è così, altrimenti avremmo ogni mese due eclissi (una di Sole ed una di Luna). In realtà il meccanismo è complicato dal fatto che i due piani su cui giacciono le orbite della Terra intorno al Sole e della Luna intorno alla Terra non coincidono ma sono inclinati fra loro di circa 5°. In altre parole la traiettoria della Luna interseca il piano dell’orbita terrestre (detto piano dell’eclittica) solo in due punti detti nodi.

Ecco allora che la seconda condizione consiste nel fatto che la Luna deve trovarsi in prossimità di uno dei nodi (cosa che avviene con un periodo di 27,21 giorni, detto mese draconico) mentre la terza ed ultima necessità è quella di avere la linea congiungente i due nodi in prossimità della linea Terra-Sole (cosa che avviene con un periodo di 346,62 giorni detto anno di eclissi). Questi tre periodi così dissimili trovano un minimo comune multiplo quasi esatto proprio nel periodo di 18 anni 11 giorni e 1/3 che caratterizza il ciclo di Saros.

Gli astronomi Caldei non riuscivano tuttavia a prevedere le eclissi con la precisione odierna: sabato 3 marzo sapevamo tutti che la Luna sarebbe entrata nel cono di penombra alle ore 21,16 locali e nel cono di ombra alle 23,43.

Poiché in questa fase il fenomeno non è molto evidente, il numeroso pubblico presente in osservatorio ha potuto giovarsi anche della visione degli anelli e dei satelliti di Saturno al telescopio, nonché addentrarsi all’esplorazione della volta celeste col riconoscimento dei punti cardinali, degli allineamenti e delle costellazioni. La Luna comunque non veniva mai persa di vista, ed infatti gradualmente, specie con l’aiuto di alcuni binocoli montati su cavalletto, si cominciava a palesare il suo progressivo oscuramento a partire dal suo polo Sud.

Ed ecco l’arrivo della fase di totalità, con la Luna che evidenzia una suggestiva colorazione rosso mattone, apparentemente paradossale giacché essa dovrebbe ormai trovarsi all’interno di un cono d’ombra totale.

L’atmosfera del nostro pianeta è la causa di questo paradosso: i raggi solari che la attraversano, infatti, risentono della sua non completa trasparenza e quindi, mentre le lunghezze d’onda dell’azzurro vengono assorbite e disperse, quelle del rosso vengono rifratte e deviate ad illuminare la faccia del nostro satellite.

Per lunghi minuti i presenti hanno potuto gustare l’atmosfera surreale di un cielo occupato da una Luna insolita, piena ma scura, mentre Saturno e le stelle si prendevano il loro breve momento di rivincita tornando a splendere con più evidenza.

Esiste una scala di luminosità delle eclissi di Luna introdotta da Danjon, suddivisa in cinque gradi dallo 0 (eclisse nera) al 4 (eclisse luminosa di tonalità arancione). Su proposta dei soci per il pubblico presente è stato interessante e divertente, alle ore 24,20 cioè nel momento del culmine, cimentarsi nella stima del grado di oscuramento e lasciar traccia di ciò nel registro delle presenze.

Poi, lentamente, ecco la luce lunare riprendere vigore ed il nostro satellite riemergere dal cono di ombra e di penombra che l’attanagliava; l’Osservatorio che si svuota, le emozioni di tutti, le ultime tenaci foto scattate prima di salire in macchina.

Le prossime eclissi di Luna si avranno il 21 febbraio 2008 ed il 15 giugno 2011.

Per visitare l’Osservatorio Astronomico di Genova, però, non occorrerà aspettare tanto: ricordiamo infatti che è aperto tutti i primi sabati del mese a partire dalle ore 21,00 e comunque in concomitanza con gli eventi astronomici.

Enrico Giordano

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